Sembra che tu stia visitando da {country}...

Passa al nostro sito {language} per prezzi e prodotti locali

Visita il sito {language}
Resta qui

Consigli sul Terminale

Credito d'imposta sulle commissioni POS: guida pratica per esercenti e professionisti

Tommasina Parise
·
October 12, 2026
Summarize:

Credito d'imposta POS: cos'è, chi ne ha diritto e come recuperare il 30% sulle commissioni

Ogni volta che un cliente paga con carta, una parte delle commissioni ti torna indietro. Il credito d'imposta sulle commissioni POS, confermato anche nel 2026, ti permette di recuperare il 30% di quello che paghi al tuo fornitore di pagamenti elettronici.

Cos'è il credito d'imposta sulle commissioni POS

Ogni transazione con carta di credito, di debito o prepagata comporta una commissione a carico dell'esercente. 

Il credito d'imposta sulle commissioni POS è un'agevolazione fiscale a regime che l’esercente ottiene tramite compensazione in F24. La misura prevista dall'art. 22 del D.L. 124/2019 riconosce agli esercenti un credito pari al 30% delle commissioni su pagamenti elettronici da parte di consumatori finali.

Non ha una scadenza, è attiva dal 1° luglio 2020 ed è stata confermata anche per il 2026.

Il credito non riguarda l'acquisto o il noleggio del terminale. Da qualche anno, il vecchio bonus per l'acquisto del POS (art. 22-bis dello stesso decreto) non è più operativo.

Chi ha diritto al credito d'imposta POS

Possono accedere al credito tutti i titolari di partita IVA che esercitano attività d'impresa, arte o professione, a due condizioni: 

  • i ricavi o compensi dell'anno d'imposta precedente non devono superare i 400.000 euro annui
  • le transazioni devono riguardare consumatori finali, cioè clienti privati che pagano per scopi personali. Le operazioni con carte aziendali sono escluse

La soglia si verifica sul totale dei ricavi o compensi, non solo sul ramo di attività collegato al POS. Chi ha più attività o redditi dichiarati in quadri diversi deve considerare la somma complessiva.

Quali commissioni rientrano nel calcolo

Il credito si applica alle commissioni addebitate per transazioni effettuate con carta e altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili, come wallet digitali e app di pagamento.

Non basta però che l'incasso sia tracciato. L'operazione deve essere riferita a un consumatore finale. La commissione non rientra nel calcolo se il cliente paga con una carta aziendale intestata alla propria impresa.

Un altro punto che genera confusione riguarda il canone. I pagamenti periodici del servizio POS non sono automaticamente agevolabili.

Quanto vale il credito e come si calcola

Il credito è pari al 30% delle commissioni addebitate dal fornitore di pagamenti elettronici. Non ci sono limiti di importo sul credito stesso: più commissioni paghi, più recuperi.

Ecco un esempio concreto.

Esempio 1Piccolo negozio Esempio 2Attività più strutturata
Transato mensile con carta 5.000 € 15.000 €
Commissioni mensili addebitate 75 € 225 €
Credito d'imposta (30%) 22,50 € 67,50 €
Recupero annuo stimato ~270 € ~810 €

Non serve fare calcoli per sapere l'importo esatto delle commissioni. Lo stesso fornitore del POS rende disponibile ogni mese un riepilogo con tutti i dati necessari. Quel documento è la base sia per il calcolo del credito sia per la comunicazione all'Agenzia delle Entrate.

Il credito del 30% si applica sulle commissioni dell'anno in corso, ma il requisito dei 400.000 euro si verifica sull'anno precedente. Per le commissioni pagate nel 2025, il limite va controllato sui ricavi o compensi del 2024. Per quelle del 2026, si guarda il 2025.

Come si utilizza il credito d'imposta POS

Il credito si utilizza in compensazione tramite modello F24, con il codice tributo 6916. 

Si può usare a partire dal mese successivo a quello in cui le commissioni sono state addebitate: le commissioni di marzo, ad esempio, generano un credito utilizzabile da aprile.

Il modello F24 va presentato attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate. In caso contrario, l'operazione viene scartata. 

Il modello non si può presentare in banca allo sportello o tramite l'home banking. Va inviato attraverso i canali telematici dell'AdE, solo così la compensazione va a buon fine. 

In fase di compilazione:

  1. il credito va inserito nella sezione "Erario", colonna "importi a credito compensati",
  2. nel campo "mese di riferimento" si indica il mese di addebito delle commissioni, 
  3. nel campo "anno di riferimento" l'anno corrispondente.

Il credito non concorre alla formazione del reddito, quindi non è tassato ai fini IRPEF, IRES e IRAP.

Scopri il terminale Flatpay

 Credito d'imposta POS nella dichiarazione dei redditi

Oltre alla compensazione mensile in F24, il credito deve comparire nella dichiarazione dei redditi. 

Nel Modello Redditi si compila il quadro RU con il codice credito H3, riportando il credito maturato, quello utilizzato in compensazione e l'eventuale residuo da riportare all'anno successivo.

Il credito rientra tra gli aiuti di Stato in regime de minimis, quindi bisogna compilare anche il prospetto del quadro RS (rigo RS401, codice aiuto 58). Il massimale complessivo degli aiuti de minimis è di 300.000 euro in tre anni, calcolato non sulla singola partita IVA ma sul concetto di "impresa unica", cioè sul gruppo di imprese collegate tra loro.

Chiedi aiuto al tuo commercialista per compilare questa sezione sulla base dei dati riportati nel riepilogo mensile del fornitore POS.

Documenti da conservare

La legge prevede che i documenti relativi al credito d'imposta siano conservati per 10 anni dal momento in cui si è utilizzato il credito.  

I documenti da archiviare sono:

  • i rendiconti mensili del fornitore POS, 
  • i modelli F24 di compensazione,
  • il prospetto di calcolo annuale del credito.

Novità 2026: obbligo di abbinamento POS e registratore telematico

Gli esercenti sono tenuti ad accettare pagamenti elettronici dal 2014, con sanzioni operative dal 30 giugno 2022 per chi rifiuta una transazione con carta. Dal 1° gennaio 2026 è in vigore l'obbligo di collegamento digitale tra POS e registratore telematico. L'abbinamento avviene sul portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate, con una procedura attiva dal 5 marzo 2026. Non richiede interventi sull'hardware: è un collegamento logico che si configura online.

Il credito d'imposta sulle commissioni non cambia: il 30% si applica come prima, anche nel nuovo contesto normativo. Chi utilizza una cassa integrata con POS e registratore telematico già collegati ha meno passaggi da gestire per completare la procedura.

Scopri la cassa integrata Flatpay

Domande frequenti

Come funziona il credito d'imposta sui POS?
Recuperi il 30% delle commissioni che paghi quando i tuoi clienti pagano con carta. Lo usi in compensazione tramite F24 con il codice tributo 6916.

Chi ha diritto al credito d'imposta POS?
Imprenditori e professionisti con ricavi o compensi fino a 400.000 euro nell'anno precedente. Vale anche per i forfettari.

Le spese del POS sono detraibili?
Le commissioni POS danno diritto a un credito d'imposta del 30%, utilizzabile in compensazione in F24. Non è una detrazione classica.

Il credito d'imposta POS è tassabile?
No. Non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF, IRES e IRAP.

Il credito sulle commissioni POS è la stessa cosa del bonus acquisto POS?
No. Il credito del 30% sulle commissioni (art. 22 D.L. 124/2019) è attivo. Il vecchio bonus per acquisto o noleggio del terminale non è più operativo.

Come recupero il credito d'imposta POS?
Il fornitore POS rende disponibile ogni mese un riepilogo delle commissioni. Il credito si compensa tramite F24 con il codice tributo 6916, a partire dal mese successivo all'addebito. 

‍

Related articles

View all
NFC: cos'è e come funziona
Consigli sul Terminale

15.10.2026

·

di

Tommasina Parise

NFC: cos'è e come funziona

Limite contactless: quando e perché serve il PIN
Consigli sul Terminale

15.10.2026

·

di

Tommasina Parise

Limite contactless: quando e perché serve il PIN

Scontrino elettronico: cos'è, come funziona e come gestire gli errori più comuni
Consigli sul Terminale

12.10.2026

·

di

Tommasina Parise

Scontrino elettronico: cos'è, come funziona e come gestire gli errori più comuni

ACCETTA PAGAMENTI CON CARTA SEMPRE E OVUNQUE

Le nostre soluzioni sono convenienti, veloci e trasparenti.

POS

Testo del pulsante

Cassa integrata

Testo del pulsante

Pay by Link

Testo del pulsante