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Approfondimenti per Commercianti

Come funziona il POS: la guida completa ai pagamenti elettronici

Tommasina Parise
·
August 21, 2026
Summarize:

Come funziona un POS: guida completa ai pagamenti con terminale

Ogni giorno milioni di pagamenti passano attraverso un terminale POS. Ma cosa succede davvero dal momento in cui il cliente avvicina la carta a quando l'importo arriva sul tuo conto? 

Eccoti una guida per scoprire come funziona un POS, quali tecnologie lo rendono sicuro e cosa cambia per gli esercenti italiani nel 2026.

Cos'è un POS e a cosa serve

POS sta per Point of Sale, punto vendita. In pratica è il dispositivo, o terminale, che ti permette di accettare pagamenti con carta di debito, carta di credito e wallet digitali come Apple Pay o Google Pay.

Un POS è composto da pochi elementi essenziali: 

  • schermo
  • tastiera per digitare cifre, come l’importo e il PIN 
  • lettore che riconosce chip, banda magnetica e contactless 
  • stampante per le ricevute 

Si collega alla rete tramite SIM dati integrata o WiFi e non ha bisogno di un computer per funzionare.

In Italia, salvo pochissime eccezioni, ogni attività con partita IVA è tenuta ad accettare pagamenti elettronici. 

Come funziona un pagamento con il POS

Un pagamento con terminale segue sempre lo stesso flusso in una manciata di secondi.

L'esercente digita l'importo sul terminale. Il cliente avvicina la carta al lettore contactless, la inserisce nel lettore chip o la striscia nella banda magnetica. A quel punto il terminale invia una richiesta di autorizzazione alla banca acquirente, cioè la banca che gestisce il conto dell'esercente.

La banca acquirente trasmette la richiesta al circuito di pagamento, per esempio Visa o Mastercard, che la inoltra alla banca del cliente. Qui vengono verificati due elementi: la disponibilità dell'importo e l'identità del titolare. Se entrambi i controlli vanno a buon fine, l'autorizzazione torna indietro lungo la stessa catena.

Una volta confermata l'operazione, l'importo viene trasferito sul conto dell'esercente al netto della commissione.

Questo processo si chiama settlement e avviene in genere entro 1-2 giorni lavorativi. I pagamenti del weekend vengono accreditati tra il lunedì e il martedì successivo.

Flatpay applica la stessa commissione su tutte le carte, indipendentemente dal circuito. 

Scopri la trasparenza di Flatpay [https://www.flatpay.com/it/prodotto/cassa-integrata]: commissioni uniche e chiare su ogni tipo di carta. Inizia a incassare senza sorprese.

Pagamenti contactless e tecnologia NFC

Contactless significa pagare senza inserire la carta nel terminale, basta avvicinarla al lettore. Lo stesso vale per uno smartphone o uno smartwatch con wallet digitale attivo come Apple Pay, Google Pay.

La tecnologia che lo rende possibile si chiama NFC, Near Field Communication: una comunicazione a corto raggio tra il terminale e il dispositivo del cliente. Lo scambio di dati avviene in meno di un secondo, è crittografato e funziona solo a distanza ravvicinata per ridurre il rischio di intercettazione.

Sicurezza nei pagamenti elettronici: PSD2 e SCA

Ogni pagamento con terminale è protetto da un sistema di sicurezza a più livelli regolato dalla normativa europea.

La direttiva PSD2 stabilisce regole precise su trasparenza, protezione dei dati e prevenzione delle frodi. In pratica impone tracciabilità di ogni transazione, protezione crittografica dei dati sensibili e verifica dell'identità del pagante.

La verifica avviene tramite la SCA, Strong Customer Authentication. Il cliente deve confermare la propria identità con almeno due elementi su tre: 

  • qualcosa che conosce (il PIN) 
  • qualcosa che possiede (la carta fisica o lo smartphone)
  • qualcosa che lo identifica (un dato biometrico, come l'impronta digitale o il riconoscimento facciale via app)

Anche se la SCA non si attiva per i pagamenti contactless sotto i 50 euro, il sistema tiene un contatore. Dopo circa cinque operazioni consecutive senza PIN, o quando l'importo cumulativo supera i 150 euro, il terminale chiede di inserire la carta e digitare il codice come misura di sicurezza.

I terminali conformi alla normativa europea sono dotati di certificazioni PCI PTS per la sicurezza hardware e EMV per la comunicazione con le carte. Questi standard aiutano a garantire che i dati della carta non vengano mai trasmessi in chiaro.

Quanto costa un POS: commissioni e costi fissi

Sono due le principali voci di costo di un terminale POS: 

  • la commissione per transazione
  • gli eventuali costi fissi

La commissione è una percentuale, pagata dall’esercente, trattenuta su ogni pagamento ricevuto con carta. Su una transazione da 100 euro, con una commissione dell'1,5%, l'esercente riceve 98,50 euro. La percentuale varia in base al fornitore e al tipo di carta: le carte di debito hanno in genere commissioni più basse delle carte di credito, e le carte straniere o aziendali possono avere percentuali più alte.

I costi fissi dipendono dal modello contrattuale. Alcuni fornitori applicano un canone mensile per il noleggio del terminale. Altri offrono il terminale in comodato d'uso gratuito, ma prevedono un periodo minimo di contratto. Altri ancora vendono il dispositivo con un acquisto una tantum.

Flatpay non applica nessun costo fisso né commissioni nascoste sul terminale. Sai sempre quello che devi pagare in base al transato. 

POS e scontrino fiscale 

Questa distinzione genera ancora confusione: la ricevuta del POS non è lo scontrino fiscale.

La ricevuta del terminale conferma che il pagamento elettronico è andato a buon fine. È un documento utile per il cliente, ma non ha valore fiscale. Lo ha lo scontrino fiscale, o meglio documento commerciale, che viene emesso dal registratore telematico ed è quello che certifica l'operazione secondo le direttive dell'Agenzia delle Entrate.

In pratica, quando un cliente paga con carta, l'esercente deve comunque emettere lo scontrino dal registratore telematico. Sono due operazioni separate: una sul terminale, una sulla cassa. Il fatto che il pagamento sia elettronico non esonera dall'obbligo di emissione.

Dal 2026 questa doppia operazione diventa più tracciabile grazie al collegamento digitale tra POS e registratore telematico.

Collegamento POS e registratore telematico secondo le regole 2026

Dal 1° gennaio 2026 è in vigore l'obbligo di abbinamento tra terminale POS e registratore telematico, o registratore di cassa [https://docs.google.com/document/d/1b7Q681eWNtHSuV67X0gNz6BY5Y5taAAW/edit?rtpof=true]. Ogni esercente deve abbinare i propri dispositivi sul portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate.

L'abbinamento avviene online, sul portale dell'Agenzia, inserendo i dati identificativi del POS e del registratore telematico. 

L'obiettivo è permettere all'Agenzia delle Entrate di incrociare i pagamenti elettronici ricevuti dal POS con gli scontrini emessi dal registratore. Le sanzioni per il mancato collegamento vanno da 1.000 a 4.000 euro.

Problemi comuni con il POS e come risolverli

La maggior parte dei problemi con un terminale POS ha una causa semplice e una soluzione rapida.

Il terminale non si connette

Se il POS usa il WiFi, verificare che la rete sia attiva e che il segnale arrivi fino al punto cassa. Se usa una SIM dati, controllare che ci sia copertura. Un riavvio del terminale risolve la maggior parte dei problemi di connessione.

La carta non viene letta

Il chip potrebbe essere sporco o danneggiato. Provare a pulire la carta o a usare il contactless. Se il problema si ripete con carte diverse, il lettore del terminale potrebbe aver bisogno di assistenza.

La transazione viene rifiutata

Le cause più frequenti sono fondi insufficienti, superamento del limite giornaliero della carta o carta scaduta. In questi casi il problema è della carta, non del terminale.

Errore di comunicazione con la banca

Può capitare in momenti di sovraccarico del circuito. Attendere qualche secondo e riprovare. Se il problema persiste, verificare la connessione del terminale.

 Il contactless non funziona e il terminale chiede di inserire la carta

Non è un guasto, è il contatore di sicurezza della stessa carta che si resetta. Il cliente inserisce la carta, digita il PIN e il contactless riprende a funzionare.

Domande frequenti

Come funziona il pagamento con il POS?

L'esercente digita l'importo, il cliente avvicina o inserisce la carta, il terminale invia la richiesta alla banca per la verifica e l'autorizzazione. Se il pagamento va a buon fine, il terminale stampa la ricevuta. L'intero processo dura pochi secondi.

Come funziona il pagamento contactless?

Il cliente avvicina la carta, lo smartphone o lo smartwatch al lettore NFC del terminale. I dati vengono trasmessi in forma crittografata a distanza ravvicinata. Per importi fino a 50 euro il PIN non serve.

Chi paga le commissioni del POS?

Le commissioni sono a carico dell'esercente. Il cliente paga l'importo pieno; la percentuale viene trattenuta dal fornitore del servizio di pagamento prima dell'accredito sul conto dell'esercente.

Il POS è obbligatorio per tutti in Italia?

Ogni attività con partita IVA che vende beni o servizi è tenuta ad accettare pagamenti elettronici, a norma di legge. L'obbligo riguarda tutti i titolari, indipendentemente dal volume di affari.

Lo scontrino del POS è valido come scontrino fiscale?

No. La ricevuta del POS conferma il pagamento elettronico, ma non ha valore fiscale. Lo scontrino fiscale va emesso separatamente dal registratore telematico.

Come si collega il POS al registratore telematico?

L'abbinamento avviene sul portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate. È un collegamento digitale: non servono cavi o interventi fisici. Si inseriscono i dati identificativi di POS e registratore telematico e si conferma l'associazione.

Cosa fare se il POS non funziona?

Verifica la connessione (WiFi o SIM dati) e riavvia il terminale. Se il contactless chiede di inserire la carta, è il reset del contatore di sicurezza, non un guasto. Se il problema non si risolve, bisogna contattare l'assistenza del fornitore.

Dove vanno i soldi quando si paga con il POS?

L'importo passa dal terminale alla banca acquirente, poi al circuito di pagamento e infine sul conto corrente dell'esercente. L'accredito avviene in genere entro 1-2 giorni lavorativi, al netto della commissione.

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